Di Comunicato Stampa - (Letto 115 volte) -
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Il sottoscritto Nicola Cristiani, consigliere comunale, eletto nelle fila della “lista civica Unione Democratica” con voti personali 175, contribuendo quindi alla vittoria finale (57,6%) con il mio modesto risultato personale.
In riferimento alla Sua comunicazione del 3 febbraio ultimo scorso, in merito ai fatti e agli eventi venutesi a creare nella nostra amministrazione, credo con tutta onestà intellettiva che la vita di una persona è molto complessa nel suo insieme, sul suo cammino si presentano molte strade: tortuose, dritte, curve, ripide, acciottolate etc. quindi fatto di scelte e in particolar modo di decisioni importanti o meno che esse siano.
Per questo motivo, credo che non è un peccato decidere di candidarsi con l’UDEUR per le prossime elezioni provinciali e credo che non spetta al “FANTOMATICO” (visto che non si firmano neanche) - Coordinamento Cittadino Partito Democratico, stabilire i modi e le condizioni di un amministrazione in quanto Lei nella qualità di capo della coalizione civica “Unione Democratica” a suo tempo non ha mai accennato o fatto trapelare di un impegno scritto o verbale che sia per un vitalizio per tutta la legislatura di tre assessori a tale gruppo politico visto che non esisteva.
Per quanto riguarda il mio tesseramento nel Pd, è vero ho fatto richiesta nel 2009 della tessera di tale partito, credendo che era la combinazione, il mix giusto tra la Margherita e il DS, ma mi sono reso conto che il risultato era solo ed esclusivamente barra a sinistra e poiché non mi rivedo in tale frangia politica ho prontamente rifiutato la tessera, quindi non ho rinnovato della stessa e mi sono astenuto dal frequentare tale partito. D’altra parte anche Lei unitamente al Presidente del Consiglio ha reso pubblica la decisione di abbandonare il PD definendo lo stesso partito una barca alla deriva.
Alla luce di tutto ciò La invito, ad usare la stessa tempistica con cui ha dato ascolto ad una richiesta pervenuta da una parte di consiglieri eletti in minoranza e successivamente traghettatosi in maggioranza con riporto di surroga, a prendere responsabilmente la decisione di revocare l’atto e di seguito azzerare le cariche della G.C. intraprendendo la via del dialogo atto a garantire un contributo positivo nella maggioranza, altrimenti, viene a mancare definitivamente il rapporto di fiducia necessario a garantire un contributo nella maggioranza.
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